Sanremo è un male necessario? Ce lo meritiamo oppure no? Ecco una guida per come riconoscere la propria dipendenza da festival come fenomeno nazional popolare del gusto latino contemporaneo
Da qualche febbraio a questa parte, in provincia d’Imperia, si tiene il Festival della Canzone Italiana, trasmesso anche dalla RAI. A sentire amici ed estranei, fa schifo a tutti – ma fa dagli 8 ai 14 milioni di telespettatori ogni anno. Forse gli unici a cui piace sono le cariatidi ben vestite nella piccionaia del teatro Ariston, bah. Si dice che a Sanremo ci sono sempre gli stessi cantanti,le stesse canzoni, gli stessi fiori … le stesse lamentele, insomma. Che solo un certo tipo di musica viene proposta. Poi ci vanno gli Afterhours e i La Crus (da sciolti) e dicono che si sono venduti. Qualche canzone bella c’è quasi sempre, ma i gggiovani che odiamo Sanremo sono troppo impegnati ad arrivare all’orgasmo indie commentando su Twitter che Albano è vestito uguale a un mafioso russo (“Ahahah, che constatazione ironica ! Presto,devo twittatlo subito ! Prima degli altri stronzi !”)
C’è la persona che si vanta con tono altezzoso di non aver mai visto Sanremo E NEANCHE X-FACTOR, wow (quest’anno per la prima volta ho visto X-Factor e non mi è piaciuta la formula del format. Ovvero il fatto che ci sia Francesco Facchinetti. Non mi piace nulla in cui ci sia Francesco Facchinetti. Neanche il pianeta Terra.) Beh, bravo. (Non Facchinetti, il tizio prima della parentesi) No, bravo davvero. Quanto ti senti superiore agli altri,eh ? Hai proprio bisogno di dircelo più e più volte, eh ? Io ho capito che sei una testa una cazzo, ma te lo dico una sola volta, non in loop ogni febbraio.
Il Festival di Sanremo non è né brutto né bello, in realtà. Fa solo il suo lavoro, essere una kermesse nazional-popolare (“ma non dovrebbe essere così ! Ci sono un sacco di cantanti bravissimi in Italia !” “Se sono così tanti fondino un partito, vadano a suonare in Islanda o non rompano i coglioni. Lo fai per l’arte, non per i soldi o le groupie,no ? Un po’ di sacrificio,su. Conoscete Chet Baker,no ?)
All’interno vi sono cose non attinenti alla musica (comici, belle ragazze in gran livrea e vecchi attori statunitensi che si umiliano nel ruolo di ospiti) che sono necessarie, perché spararti una sequela infinita di canzoni dimmerda (sono la maggioranza) potrebbe portare al suicidio o peggio ancora, a cambiare canale. Ci sono persone che ce l’hanno con la “struttura”
SanremoRAImagnamagnaomologazione. E NON GUARDARTELO ? “Eh, ma Sanremo non è solo il Festival,è un fenomeno cheinfluenza anche il tuo quotidiano, le canzoni che poi trasmetteranno nelle radio – MA SMETTILA ! Gli dai troppa importanza. Limitati a ignorarlo DAVVERO, senza scrivere su Facebok di quanto ti faccia schifo. Ne sei capace ?
No. Nessuno ne è capace. Anche chi vive da solo in montagna da 40 anni e non sa cosa sia. Campiamo di contraddizioni,lamentele e intanto il tempo passa. Ci piace così. Questo e quello, buono e giusto, lamentela e lamentela più grande. E tante contraddizioni, così restiamo belli fermi. Viva Sanremo. Anzi,sì.