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	<title>Satira di costume</title>
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	<description>il blog della provocazione online</description>
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		<title>Le bacheche di Facebook e il profilo psicologico delle donne</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 17:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[satira di costume]]></category>
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		<description><![CDATA[facebook e la psicologia delle donne <a href="http://www.peprovoca.it/2012/05/le-bacheche-di-facebook-e-il-profilo-psicologico-delle-donne/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/Amelie1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2284" title="Amelie1" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/Amelie1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Da i &#8220;mi piace&#8221; di Facebook, si possono disegnare dei veri e propri profili psicologici delle femminucce.</p>
<p>Se alla tua donna piace &#8221; il mondo d&#8217;Amelie&#8221; è un pò tenera, scema e pscicopatica.</p>
<p>Se alla tua donna piace &#8220;<strong>Grey&#8217;s anatomy</strong>&#8221; sta <em>chin e segh mentali</em> e ti fa i discorsi in base alle citazioni di merda di quella troia di <strong>Maredith Gray</strong>.</p>
<p>Ma se alla tua tua donna piace &#8220;<strong>Sex and City</strong>&#8220;, tu stai inguaiato, perché pensi di stare con una porca della madonna, invece stai solo con una pazza che si masturba ascoltando quella milf di Samantha&#8230;</p>
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		<title>Message in a Bottle from Planet Terror</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 20:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[satira di costume]]></category>
		<category><![CDATA[message in a bottle]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pianeta Morte è affollato da gente sola, stracolmo di vuoto, vuoto di voto, vasto, vastissimo anzi, vetusto,  e io, vestito di ignoranza, sono appunto suo abitante. Sul pianeta morte vi è un grande Mare, un anzi un grande Male, &#8230; <a href="http://www.peprovoca.it/2012/05/message-in-a-bottle-from-planet-terror/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/bekim.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2280" title="bekim" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/bekim-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>Il pianeta Morte è affollato da gente sola, stracolmo di vuoto, vuoto di voto, vasto, vastissimo anzi, vetusto,  e io, vestito di ignoranza, sono appunto suo abitante. Sul pianeta morte vi è un grande Mare, un anzi un grande Male, donde grandi onde, anzi grandi orde, aride, arditamente si scagliano sugli scogli e sulla sappia (chiamata così perché ci si augura che almeno lei sappia qualcosa) di un’enorme spiaggia, che, piaccia o no, da quella parte porta al porto. Oggi parte una nave da qui, una nave da crociera che chissà quali e quante avventure incrocerà lungo il tragitto.</p>
<p>E intanto, come fossi uno specchio, rifletto: di me, cosa fare? Cosa farò? Un faro è ciò che mi serve, o un falò in cui bruciare il mio “ho fatto”, e che illumini il mio “faccio”. E mentre mi affaccio su quest’idea la nave annaspa e ormai affonda e vane sono le manovre del capitano; capitano molte cose, e io non ho capito ancòra, ma l’ho vista, l’àncora e mi ci appendo, e me ne pento subito perché cado in acqua. Nuoto e noto di essere ormai in superficie. Mi guardo intorno: mare, solo mare, sempre mare.</p>
<p>Male. Molto male. Mele? Nessuna. Ma una mole di acqua sì, e sto quasi affogando sotto quest’onda che donde viene non so, ma mi toglie il fiato, e decide il fato, il mio, e questo fatto non mi piace. E non han pace i miei pensieri: “Costa” mi ammonirono “Costa, non andare in crociera”. E io mi son scostato, non ho ascoltato, non ho udito… Non ho un dito, l’indice: ho perso l’indice della vita e ora non so più a che pagina sono. Ho speso i miei soldi, e i miei solidi sogni ora si mescolano all’acqua, e annegano, e rinnegano, e mi negano il respiro. E’ gennaio, potevo scegliere la neve al posto della nave.</p>
<p>Ma la mente ora mi si annebbia, anzi mi si annacqua e…Terra. Spiaggia, poca acqua (per fortuna), tanta sabbia, e che io sappia, sono vivo: evviva! E viva? No solo vivo, non ho un lato femminile. Mi alzo, sono solo, solo il sole suole accarezzarmi la salata pelle, mentre cammino sulla spiaggia, e non dispiaccia se son nudo, e se dispiace tranquilli, ora copro questo corpo, perché, sapete, non sono un porco. E poco più in là vedo qualcosa, vedo qualche casa, e poche altre cose, ma non so cosa fare… Un faro, eccolo, e sotto il faro una stradina, e io la imbocco, e quando è sazia cresce e diventa una strada, una via, un corso, che percorro di corsa: ecco che arrivo in città. Sono eccitato, ma la gente mi guarda indifferente; l’agente invece è più circospetto e mi aspetta un’ingente multa, ma molta è la folla, ed è una follia cercarmi lì in mezzo. Scappo quindi dal cappio del caporale, e tuttavia mi trovo imprigionato, pigiato tra pigri individui radunati in piazza: è una pazzia pensare di riuscire ad uscire da questo sciame di scemi.</p>
<p>Mi volto, sconvolto, e chiedo informazioni:“Dove mi trovo?” “Perché quello sguardo torvo? Comunque, SEI nella capitale del pianeta Morte, terra degli insipienti, torre dell’ignoranza: SEI a Ragu-non-sa” “Io qua ne vedo più di sei… che succede?” “Sono in corso le erezioni” “Le lezioni? Chi mai vorrebbe imparare?” “Le erezioni! Per il comune!” “Orazioni?” “Ah ne han fatte tante i candidati…” “Candidati? E per cosa? Chi mai vota sul pianeta Morte?” “Nessuno, per questo le chiamiamo erezioni: vince il candidato col migliore decolletè” “Ma insomma! Un po’ di raziocinio!”</p>
<p>“Il razio-cigno… Il razio-cigno, quel raro e splendido animale, intelligente e candido, puro, libero. Quest’essere non vive qua, sul pianeta Morte. Quest’essere  vuole volere e volare in alto (in somma, come diceva lei), in un altro mondo. Il razio-cigno vede la luce, ne sente il calore, e ne apprezza il colore. Esso conosce, comprende e capisce. Noi invece, abitanti, abi-tantissimi di questo mondo immondo, siamo schiavi di catene di cui abbiamo le chiavi, ma di cui non troviamo la serratura.”</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>(Michele Capasso)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Bud Spencer e il cinema anni 80</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bud spencer]]></category>
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		<category><![CDATA[sergio corbucci]]></category>

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		<description><![CDATA[Bud spencer e il cinema alla bulldozer e bomber <a href="http://www.peprovoca.it/2012/05/bud-spencer-e-il-cinema-anni-80/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/bud_spencer_bulldozer_bomber.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2276" title="_bud_spencer_bulldozer_bomber" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/bud_spencer_bulldozer_bomber-300x238.jpg" alt="" width="300" height="238" /></a>Si dovrebbero tornare a produrre film come Bomber e Lo chiamavano Bulldozer.<br />
Diciamolo pure che il buon cinema medio made in italy era davvero di un certo livello,  tra cui alcune perle con Jerry Calà che poco aveva da invidiare a colleghi d&#8217;oltreoceano illustri come John Landis, Eddie Murphy e Chavy Chase.</p>
<p>Purtroppo è sparito tutto un meraviglioso artigianato capace di produrre buon cinema popolare di tutti i generi. Film come quelli di Bud Spencer e Terence Hill erano capaci di divertire senza ricorrere al mezzuccio della parolaccia ma non erano mai ne&#8217; smielati ne&#8217; sentimentalisti.</p>
<div>Era un cinema magico, capace davvero di creare un ponte tra padri, figli, fratelli maggiori e minori. Oggi che &#8220;popolare&#8221; è diventato sinonimo di &#8220;monnezza fatta a cazzo di cane da dare un pasto a una massa di inebetiti&#8221; quei film appaiono addirittura monumentali. Grande nostalgia, non ho alcuna vergogna di ammetterlo. Sono terribilmente nostalgico. Anzi, dirò di più: oggi la nostalgia è un dovere, tiene almeno viva la memoria e il sentimento.<br />
<a href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150977041958273&amp;id=555078272&amp;notif_t=feed_comment_reply#"></a>adesso restano solo i fidati Vanzina Bros che ripropongono sempre se stessi, i loro punti forti. Ma senza riuscire a far divertire come un tempo, perché s&#8217;è perso il punto forte.</p>
<div>Più che altro quello dei Vanzina è un calo fisiologico. Ci vorrebbero altri Vanzina primo periodo, altri Corbucci, altri Michele Lupo. Ma non ci sono perchè è cambiata radicalmente la nostra società. Non c&#8217;è più posto per l&#8217;ingenuità, per il prodotto artigianale. Oggi le parole d&#8217;ordine sono effetto immediato, serialità, massima omologazione, sciatteria.</div>
</div>
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		<title>Calabria 3010 A.D.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alessia principe]]></category>
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		<description><![CDATA[come sarà la calabria nel 3000? <a href="http://www.peprovoca.it/2012/05/calabria-3010-a-d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/satellite-notte-sud.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2273" title="satellite-notte-sud" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/satellite-notte-sud-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Siamo qui, 31 dicembre 3010, temperature sui 40 gradi e negli ascensori teletrasportanti si parla ancora di mezze stagioni. Che d’inverno fa freddo e d’estate caldo. Che si arriva alla fine del mese  con pochi led in saccoccia perché “c’è la crisi”. Che su Venere oramai ad agosto non si può più andare: troppo cara, troppo chic, e poi con queste belle coste qui perché cercare altrove. L’imbarazzo dell’attesa si rompe buttando giù in un soffio una porzione di rosamarina liofilizzata. Se ne trova di buona qualità nei pressi degli spacci ittergalattici del Tirrenik solo che ultimamente pare sia stata scovata una discarica elettromagnetica proprio a due passi dalla spiaggia. Lo dicevano un po’ di tempo fa che c’era il rischio di contaminazione. La vicenda ha fatto rumore, ma poi i pescatori hanno ributtato i laser a strascico e la gente s’è dimenticata.</p>
<p>Il problema dell’occupazione è stato superato da quando è stata introdotta la megalegge salva-lavoro: chi non ne trova uno entro i 18 anni viene spedito nelle fabbriche atomiche del pianeta più vicino dove, da una manciata di secoli, sbuffano diodi le industrie più importanti. A quegli anni-luce il costo dei mezzi di produzione è minore, la gente sfruttando la mancanza di gravità lavora di più e si sforza di meno. Ed è pagata uguale. C’è stato un tempo in cui gli operai avevano piantonato gli ingressi delle fabbriche. Quando la legge è stata varata uno sparuto gruppuscolo che non voleva partire per Alpha Centauri si incatenò ai cancelli. Ma la protesta durò poco anche perché si era sotto Natale e bisognava fare i regali. Così dopo un po’ non se ne sentì più parlare.</p>
<p>La circolazione in Calabria, invece, è una rogna da sempre. Basta guardare gli ingorghi ai caselle delle superstrade a propulsione. Dicono che devono montare nuovi sbocchi sulla A666 ma i lavori sono fermi da due secoli. L’hanno chiamata così in onore a una via ancestrale calabrese mai compiuta, quando i veicoli attraversavano la terra su gomme, e dicevano che non veniva mai finita perché ci aveva messo lo zampino il demonio. Così un giorno, chiamarono un esorcista, ma quello rimase bloccato all’altezza di Falerna un giorno intero mandò tutti al diavolo e se ne tornò indietro. I calabresi si indignarono per un po’ ma poi se ne dimenticarono. Ora i resti dei caselli incompiuti sono conservati nel museo di Riace dove un tempo si trovavano due statue di bronzo molto famose. Qualche secolo fa sono state battute all’asta da Christie’s. Dopo qualche peripezia sono in un museo di Londra e ogni giorno vengono scolaresche da tre galassie e quattro universi paralleli a visitarle. Qualcuno s’è lamentato, all’epoca, ma poi la faccenda s’è chiusa lì.</p>
<p>Da quando la Calabria è diventata Repubblica indipendente e la religione ufficiale è diventata la ’nduja, i vari presidenti si sono sistemati su una bella torre d’alluminio costruita sul cucuzzolo dell’Aspromonte, bene immobile da tempo sequestrato allo Stato dalle ’ndrine. L’ha costruita un architetto famoso, lo stesso che ha curato il design del futuro Ponte sullo Stretto il cui progetto definitivo sarà presentato nei prossimi giorni. Il governo di Calabria si riunirà presto per decidere sulle quote blu. Da quando le donne sono al comando gli uomini, ridotti a una minoranza, spingono per  difendere i propri diritti, aprire tavoli di concertazione, convocare le parti. La presidentessa dice che è stato un caso che al governo quest’anno non sia capitato neanche un maschio. E poi ora che la punta dello Stivale è stata modellata come la punta di un décolletés Chanel anziché di un Moon boot sarebbe anche inopportuno e poco garbato. Così ha detto. E noi, qui, all’immagine ci teniamo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Alessia Principe</strong></p>
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		<title>Chuck Norris parla al telefono con Delio Rossi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:24:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[clamoroso telefonata di Chuck Norris parla al telefono con Delio Rossi <a href="http://www.peprovoca.it/2012/05/chuck-norris-parla-al-telefono-con-delio-rossi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><span style="line-height: 24px;"><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/delio-rossi-chuck-norris.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2269" title="delio rossi chuck norris" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/delio-rossi-chuck-norris.jpg" alt="" width="320" height="234" /></a><br />
</span></span></p>
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		<title>Il lavoro rende liberi: per una democrazia del lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 17:35:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[democrazia del lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi la democrazia o è del lavoro o non è democrazia. <a href="http://www.peprovoca.it/2012/05/il-lavoro-rende-liberi-per-una-democrazia-del-lavoro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/il-lavoro-rende-liberi1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2262" title="il lavoro rende liberi" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/05/il-lavoro-rende-liberi1.jpg" alt="" width="849" height="316" /></a>Oggi come ieri dietro la parola lavoro si nascondono inganni.</p>
<p>Contratti iniqui, condizioni di lavoro indegne, luoghi di lavoro non idonei, remunerazioni non commisurate all&#8217;impegno.</p>
<p>Sindacati e partiti politici non hanno la forza e l&#8217;autorevolezza per difendere il lavoratore.</p>
<p>Oggi la democrazia o è del lavoro o non è.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Birre da discount e contestazione</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 19:59:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quello che accomuna tutte le persone dei movimenti che vogliono cambiare l'ordine sociale, dagli hippy ai punk, dai contestatori ai resistenti della val susa, è l'idea di poterlo fare mentre si sballano e bevono birre da discount. <a href="http://www.peprovoca.it/2012/04/valdisusa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2250" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/centri_sociali.jpg"><img class="size-medium wp-image-2250" title="centri_sociali" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/centri_sociali-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">Noi Puzziamo</p></div>
<p>Quello che accomuna tutte le persone dei movimenti che vogliono cambiare l&#8217;ordine sociale, dagli hippy ai punk, dai contestatori ai resistenti della val susa, è l&#8217;idea di poterlo fare mentre si sballano e bevono birre da discount.</p>
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		<title>25 Aprile All Inclusive Chairman Meow</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 13:34:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[25 aprile liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[chairman meow]]></category>
		<category><![CDATA[gattocomunisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Buon 25 Aprile a tutti i gatto comunisti! e anche ai cani, dai! Un saluto dal vostro affezionato Chairman Meow (Miao Tse Tung) Obey The Kitty]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/gatto-comunista.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2245" title="gatto comunista" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/gatto-comunista.jpg" alt="" width="306" height="283" /></a>Buon 25 Aprile a tutti i gatto comunisti!</p>
<p>e anche ai cani, dai!</p>
<p>Un saluto dal vostro affezionato</p>
<p>Chairman Meow (Miao Tse Tung)</p>
<p><em>Obey The Kitty</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>un Coreano a Cosenza</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 20:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[satira di costume]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe parise il coreano]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosenza giuseppe parise detto il coreano è indagato per l'assalto ad un blindato il 15 ottobre 2011 a Roma. <a href="http://www.peprovoca.it/2012/04/un-coreano-a-cosenza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2237" title="giuseppe_parise_il_coreano" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/giuseppe_parise_il_coreano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Giuseppe Parise detto &#8220;il  Coreano&#8221; è una figura storica del movimento antagonista di Cosenza. Il nome da battaglia &#8220;il Coreano&#8221; è dovuto probabilmente più all&#8217;aspetto che alla vicinanza al regime comunista della Corea del Nord (da cui il coreano prende le distanze per la mitezza nell&#8217;applicazione del materialismo dialettico).</p>
<p>Cosenza oltre che città d&#8217;arte, di gruppi rock e videomaker è anche <em>il Chiapas al peperoncino</em>, la Porto Alegre della sazizza i ficatu, la Seattle del movimento &#8220;Oi Cò&#8221;.</p>
<p>Il Coreano ha 52 anni e  lavora in una cooperativa comunale&#8230; roba dura mica da colletti bianchi! La cittadinanza di Cosenza vive con il fiato sospeso per paura che le azioni di polizia giudiziaria influiscano sulla indefessa motivazione al lavoro da parte del Coreano. Per il Coreano il lavoro è tutto. Infatti il 15 Ottobre per andare alla manifestazione aveva preso le ferie.</p>
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		<title>Grillo in barca</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 10:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[beppe grillo in barca <a href="http://www.peprovoca.it/2012/04/grillo-in-barca/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/grillo_barca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2231" title="grillo_barca" src="http://www.peprovoca.it/wp-content/uploads/2012/04/grillo_barca.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a></p>
<p>Ecologisti con il culo in barca (a motore). &#8220;Premettiamo che Grillo sta simpatico ma è il nuovo Bossi della politica Italiana&#8221; come dice Pupo, non il cantante.</p>
<p>Magari dirà anche di far fallire le banche dove gli italiani tengono quei 4 soldi che sono rimasti. Però lui dovrebbe spiegarci dove mette i suoi soldi&#8230;nel materasso? O si fa pagare in beni naturali (ovviamente ecologici)? E al benzinaio del porto, quando fa il pieno della sua barca, come lo paga?</p>
<p>Poi si dice di far saltare &#8220;il sistema&#8221;&#8230;e quindi secondo alcuni domani dovremmo andare in giro a barattare una tanica di benzina per una cassetta di melanzane?</p>
<p>La protesta dei forconi ha già dimostrato a sud che una società senza ordine finanziario non migliora semmai ritorna al medio-evo più cupo e angoscioso.</p>
<p>Possiamo predicare anche noi di camminare a piedi scalzi ma se poi siamo i primi a camminare con le scarpe&#8230;</p>
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